
Domenica 1 Marzo alle 13 – pranzo benefit per Gabriel

Nella giornata del 7 dicembre del 2025 viene ancora una volta privato della libertà il compagno Gabriel Pombo, questa volta con la scusa della calcolata strategia repressiva ai danni di anarchichx detta “Scripta manent”, che ha già rubato anni di vita a diversx compagnx tra cui Anna e Alfredo, quest’ultimo in regime di tortura del 41 bis.
Il giorno seguente all’arresto Gabriel viene scarcerato con obbligo di firma in attesa di decisione per l’estradizione in italia chiesta dalla procura di torino per l’esecuzione della condanna a due anni, nel quadro di un’inchiesta punitiva nei confronti di chi, nell’arco di una 15ina d’anni, è statx accusatx di azioni e produzioni di scritti.
Nel caso di Gabriel l’accusa è quella di “apologia e istigazione a delinquere con finalità di terrorismo” che parafrasando il linguaggio repressivo dello stato significa “colpevole di aver prodotto degli scritti che mettono in discussione il sistema e i suoi mezzi oppressivi”.
Due anni che Gabrile ha già scontato in eccesso nelle prigioni spagnole, ma che non vengono ancora riconosciuti dalla (in)giustizia italiana, che ne richiede la libertà per continuare ad accanirsi contro chi non ha mai rinunciato e rinnegato le sue idee e le sue azioni.
Nel 2019 Gabriel fu arrestato in Portogallo in un’operazione congiunta tra la sbirraglia iberica e la digos di Brescia, palesando quanto questo nuovo procedimento nei suoi confronti non sia altro che l’ennesimo tentativo di annullare il suo pensiero, rinchiudendolo in una cella e mortificando la fruibilità dei sui scritti.
Tentativo a dir poco inutile in quanto questi squallidi provvedimenti non fanno altro che far parlare ancora di più della repressione nei confronti di chi sovverte e resiste, come accadde per Alfredo e Anna lx quali condanne avrebbero previsto l’ergastolo se non fosse stato per le massicce mobilitazioni di solidarietà, contro carcere ostativo e 41 bis.
Ora Gabriel si ritrova di nuovo sotto il giogo repressivo dello stato italiano, costretto al ridicolo atto del dover dimostrare di aver scontato una pena in eccesso, per evitare l’ennesima privazione della sua libertà.
Siamo complici e solidalx con il compagno Gabriel, la sua famiglia, i suoi ideali e le sue lotte, non lo lasceremo solo durante questa ennesima tempesta.